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Laboratori facoltativi:


I ragazzi che iniziano il percorso della scuola primaria consolidano ed ampliano la fase della scoperta delle proprie capacità, da un punto di vista motorio, cognitivo e sociale.
Quest’età è come “l’era industriale”: esperienze positive danno al bambino un senso di industriosità, di competenza, di padroneggiamento, di creazione.
L’esplosione di queste competenze incoraggia i fanciulli ad una indagine e scoperta inarrestabile del mondo che li circonda.
In questa fase si assiste anche a una diminuzione dell’intensità affettiva a favore del centramento sulle proprie capacità.
“Il bambino diventa capace di allinearsi con gli altri, di agire secondo le regole del gioco ma, naturalmente, sempre per il proprio prestigio, merito, tornaconto: il fanciullo, nella scuola elementare, è capace, si dice, di cooperare non di collaborare, poiché collaborare presuppone sentire l’altro come il proprio sé, sentire il ‘noi’.
Occorre pertanto permettere ai fanciulli di vivere esperienze che consentano un contatto autentico con le loro emozioni e non solamente di esperienze che fanno agire la loro sete di conoscenza solo sul versante della competizione.

Queste esperienze dense di senso rappresentano vere e proprie articolazioni del Sé e possono permanere per tutto il resto della vita agendo come vere e proprie matrici di senso dell’identità adulta.

Balla con me!!!

La musica è vita!

Il gioco non è un semplice “giocare”, ma un modo di esistere nella realtà. L’esperienza delle cose e del proprio Sé del bambino ha una singolare immediatezza, è diretta. La conquista di una relativa autonomia affettiva non significa che il bambino debba vivere solo sul versante “cognitivo”, ma anche su quello affettivo, coltivando quell’immaginazione e quelle dimensioni della fantasia e del pensiero artistico che permettono di dare spessore e senso all’affettività. La riscoperta del proprio Sé immaginativo permette al ragazzino di essere maggiormente a contatto con se stesso e di percepire la potenza creativa dei propri affetti e della propria bontà. I bambini ne hanno molto bisogno, perché ciò li fa sentire se stessi. La riscoperta del proprio Sé immaginativo permette al bambino di essere maggiormente a contatto con se stesso e di percepire la potenza creativa dei propri affetti e della propria bontà.

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